L’iperammortamento 2026 maggiora fino al 180% il costo fiscalmente deducibile dei beni strumentali nuovi, software compresi, per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Per una PMI conta un dettaglio: sono agevolabili i software “4.0” dell’Allegato V, acquistati e ammortizzati, interconnessi alla produzione. Gli abbonamenti SaaS restano fuori: né la legge né il decreto attuativo li prevedono. Prima di firmare un ordine, quindi, serve capire se il gestionale che volete rientra davvero.
In sintesi
- La misura vale per investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
- La maggiorazione è del 180% fino a 2,5 milioni di euro, poi scende al 100% e al 50%.
- Il software deve rientrare nell’Allegato V ed essere interconnesso alla produzione o alla rete di fornitura.
- Né la legge né il decreto attuativo includono i canoni SaaS: un abbonamento cloud non si ammortizza.
- Servono comunicazioni al GSE, perizia asseverata e certificazione contabile.
Che cos’è l’iperammortamento 2026
L’iperammortamento 2026 è una maggiorazione del costo di acquisto dei beni strumentali nuovi. La maggiorazione vale solo per calcolare le quote di ammortamento e i canoni di leasing deducibili ai fini delle imposte sui redditi.
La norma è la Legge di bilancio 2026, cioè la legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, commi 427-436. Il MIMIT la presenta come “Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento”.
Se state valutando un nuovo gestionale aziendale ERP, l’agevolazione può ridurre il costo netto del progetto. Il risparmio però arriva solo sotto forma di minori imposte negli anni di ammortamento, non come contributo immediato.
Secondo l’articolo 4 del decreto attuativo, la maggiorazione conta dal periodo d’imposta in cui l’impresa invia al GSE la comunicazione di completamento. Il bene deve essere entrato in funzione nello stesso periodo. Serve inoltre l’esito positivo delle verifiche del GSE.
Le aliquote e il periodo
Secondo la pagina del MIMIT e la sintesi di FiscoOggi, la rivista dell’Agenzia delle Entrate, la maggiorazione è a scaglioni.
| Quota di investimento | Maggiorazione del costo |
|---|---|
| Fino a 2,5 milioni di euro | 180% |
| Da 2,5 a 10 milioni di euro | 100% |
| Da 10 a 20 milioni di euro | 50% |
Gli investimenti vanno completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il completamento segue le regole dell’articolo 109 del TUIR, come precisa il decreto attuativo. La comunicazione finale al GSE va inviata entro il 15 novembre 2028.
Un esempio di calcolo
Prendiamo un’azienda che capitalizza 100.000 euro per un software di pianificazione della produzione interconnesso. L’esempio è semplificato e serve solo a capire il meccanismo.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Costo del software capitalizzato | 100.000 euro |
| Maggiorazione del 180% | 180.000 euro |
| Costo totale deducibile negli anni di ammortamento | 280.000 euro |
| Minore IRES sulla sola maggiorazione, con aliquota ordinaria del 24% | 43.200 euro |
Il risparmio si distribuisce sugli anni di ammortamento e richiede un reddito imponibile capiente. La maggiorazione non vale ai fini IRAP. I costi di perizia e certificazione riducono il beneficio netto.
Il comma 431 esclude la maggiorazione per gli investimenti che beneficiano del credito d’imposta Transizione 4.0 previsto dall’articolo 1, comma 446, della legge 207/2024. Si può invece cumulare con altre agevolazioni nazionali ed europee sugli stessi costi, a due condizioni. Il sostegno non deve coprire le stesse quote di costo e non deve superare il costo sostenuto. La base di calcolo si considera al netto degli altri contributi ricevuti per gli stessi costi.
Quali software e gestionali sono agevolabili
Il software rientra se è un bene immateriale nuovo compreso nell’Allegato V della legge 199/2025. L’Allegato V riprende l’impostazione del vecchio Allegato B del piano Industria 4.0, con voci aggiunte come l’intelligenza artificiale generativa, gli agenti AI e le piattaforme low-code. Si trova nel Supplemento ordinario n. 42 della Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2025.
Tra le voci c’è il software per la gestione e il coordinamento della produzione, con elevata integrazione delle attività di servizio come la logistica. Ci sono anche simulazione, monitoraggio degli impianti, intelligenza artificiale e cybersecurity.
L’Allegato V cita il cloud computing tra le tecnologie ammesse, per esempio ai punti d) e m). Questo non rende agevolabile il canone: la maggiorazione si applica solo a un bene acquistato e ammortizzato.
Il requisito che decide: l’interconnessione
Il bene deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Lo richiede la legge e lo ripete il decreto attuativo all’articolo 3.
In pratica un ERP con moduli di produzione, pianificazione, magazzino e tracciabilità ha più probabilità di rientrare. Un modulo solo contabile o amministrativo è più difficile da inquadrare nelle voci dell’Allegato V. La valutazione finale spetta al perito.
Per le aziende di produzione abbiamo descritto un percorso tipico nella pagina sull’ERP per PMI manifatturiere.
Licenza, sviluppo su misura o abbonamento
| Modalità di acquisto | Rientra? | Perché |
|---|---|---|
| Licenza acquistata e capitalizzata | Può rientrare | Il costo si ammortizza, quindi la maggiorazione ha una base su cui agire |
| Software sviluppato su misura e capitalizzato | Può rientrare | Vale se il bene è nuovo, rientra nell’Allegato V ed è interconnesso |
| Abbonamento SaaS a canone | No, allo stato attuale | Né la legge né il decreto attuativo prevedono i canoni per servizi “as a service” |
| Aggiornamento di un software già in uso | Da verificare | Conta se il risultato è un bene nuovo; serve il parere del perito |
Attenzione alle licenze “on-premise” vendute come abbonamento annuale. Il nome non basta: conta come il costo viene contabilizzato. Chiedete al commercialista se la spesa sarà capitalizzata o registrata come costo d’esercizio.
Perché il SaaS è escluso
Il comma 427 della legge limita la maggiorazione alle quote di ammortamento e ai canoni di leasing finanziario. Un abbonamento SaaS è un costo di servizio, quindi non genera ammortamento su cui applicarla.
Il testo finale del decreto interministeriale del 7 maggio 2026 non contiene norme sui canoni per software in cloud. Nel testo non compaiono riferimenti al cloud o al SaaS.
Il comunicato del Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026 sulla manovra 2027 annuncia “finanziamenti per il cloud computing”.
Il comunicato non dice quale forma avranno questi finanziamenti né per quali anni, e non parla di proroghe dell’iperammortamento. Il disegno di legge di bilancio 2027 (A.C. 3174, presentato alla Camera il 30 ottobre 2026) è in discussione in Parlamento: le misure vanno verificate sul testo che sarà approvato. Fino ad allora, un abbonamento SaaS non va messo a budget come agevolato e la scadenza da considerare resta il 30 settembre 2028.
Come si accede: le comunicazioni al GSE
Il decreto attuativo affida la gestione al GSE. Tutte le comunicazioni passano dall’Area Clienti del sito del GSE, con accesso tramite SPID o CIE.
- Comunicazione preventiva: indica la struttura produttiva, i beni, gli importi e la data prevista di interconnessione.
- Comunicazione di conferma: entro 60 giorni dall’esito positivo, dopo aver pagato un acconto pari almeno al 20% del costo.
- Comunicazione di completamento: a investimento concluso e bene interconnesso, entro il 15 novembre 2028.
A queste si aggiungono comunicazioni periodiche: entro il 20 gennaio di ogni anno, sugli investimenti e sull’uso previsto del beneficio, ed entro il 30 giugno, con il piano di ammortamento. Lo prevede l’articolo 3, comma 6, del decreto attuativo.
La finestra per il completamento è aperta dal 15 ottobre 2026, come stabilisce il decreto direttoriale del 14 ottobre 2026.
Perizia e certificazione contabile
L’articolo 6 del decreto richiede una perizia asseverata di un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo, oppure l’attestazione di un ente di certificazione accreditato. La perizia comprova le caratteristiche tecniche e l’interconnessione.
L’articolo 7 richiede una certificazione contabile delle spese, rilasciata da un revisore legale. Mettete in budget questi costi fin dall’inizio.
Cosa preparare prima di scegliere il gestionale
Un progetto ERP richiede mesi. Se volete usare l’agevolazione, conviene impostare il progetto pensando già alla perizia.
- Mappa dei processi: quali reparti e macchine il gestionale dovrà collegare.
- Architettura: installazione on-premise o su server dedicato, oppure servizio SaaS escluso dalla misura.
- Interconnessione documentata: scambi di dati con macchine, magazzino o fornitori, descritti in modo verificabile.
- Contratti chiari: licenze, sviluppo su misura e servizi separati in fattura, per facilitare la perizia.
- Calendario: acconto del 20%, collaudo e interconnessione entro il 30 settembre 2028.
Se scegliete Odoo, distinguete le voci di spesa. L’abbonamento a Odoo Enterprise è un canone e va valutato come tale. Lo sviluppo dei moduli su misura e l’integrazione con le macchine possono invece essere capitalizzati. Ne parliamo nella pagina sull’implementazione e integrazione di Odoo.
Il server può essere vostro o gestito da noi. Le opzioni sono descritte nel servizio di server VPS gestiti. Per un quadro dei moduli di produzione leggete la nostra guida al software gestionale per la manifattura.
Verificate con il vostro commercialista. Questo articolo spiega la norma, non sostituisce un parere fiscale. L’accesso all’agevolazione dipende dalla perizia e dalla situazione della vostra azienda.
Domande frequenti
L’iperammortamento 2026 vale per i software gestionali?
Sì, se il software è nuovo, rientra nelle voci dell’Allegato V della legge 199/2025 ed è interconnesso alla produzione o alla rete di fornitura. Un gestionale solo amministrativo è più difficile da far rientrare.
Un abbonamento SaaS è agevolabile con l’iperammortamento?
No, allo stato attuale. Il decreto attuativo del 7 maggio 2026 non ha incluso i canoni per software “as a service”. Il ddl di bilancio 2027 annuncia finanziamenti per il cloud, ma è ancora in discussione in Parlamento.
Fino a quando si può usare l’iperammortamento 2026?
Gli investimenti vanno completati entro il 30 settembre 2028. La comunicazione di completamento al GSE va inviata entro il 15 novembre 2028.
Serve la perizia anche per un software di importo basso?
Il decreto attuativo richiede la perizia asseverata, o l’attestazione di un ente accreditato, per comprovare caratteristiche e interconnessione. Il testo non prevede soglie di esonero.
Lo sviluppo di un software su misura è agevolabile?
Può esserlo, se il costo viene capitalizzato e il risultato rientra nell’Allegato V con interconnessione. Il perito e il commercialista devono confermarlo caso per caso.
Chi scrive. Team UreTech: sviluppatori e consulenti che progettano e integrano gestionali, software su misura e automazioni per PMI. Chi siamo e come lavoriamo.
Fonti
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 427-436 (Normattiva)
- Gazzetta Ufficiale, Supplemento ordinario n. 42 del 30/12/2025, Allegati IV e V
- MIMIT, Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento
- MIMIT-MEF, decreto interministeriale del 7 maggio 2026
- MIMIT, decreto direttoriale del 14 ottobre 2026 (comunicazioni di completamento)
- FiscoOggi (Agenzia delle Entrate), Legge di bilancio 2026 e imprese
- Governo, comunicato del Consiglio dei ministri n. 195 del 28/10/2026
- Camera dei deputati, A.C. 3174, bilancio di previsione 2027
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